La #CortediCassazione con ordinanza n. 3380 del 3 febbraio 2022 torna sulla delicata questione del concetto di #beneficiarioeffettivo quale strumento per contrastare le pratiche di cd. #treatyshopping.
La controversia ha visto coinvolta la famosa società di editoria Gruppo Mondadori, la quale, al fine di ristrutturare il proprio debito bancario aveva elaborato un piano di ristrutturazione attraverso l’intervento di investitori statunitensi sfruttando – non potendo statutariamente emettere alcun prestito obbligazionario – la propria controllata lussemburghese.
L’Agenzia delle Entrate contestava alla Gruppo Mondadori di aver corrisposto agli investitori americani gli interessi sul prestito obbligazionario, senza avervi applicato alcuna ritenuta, utilizzando come veicolo la controllata lussemburghese, cui aveva formalmente versato le somme per gli interessi maturati in esenzione ex art. 26 quater DPR n. 600/1973, e che questa poi girava integralmente verso gli Stati Uniti, non prevedendosi nella DTT tra USA-LUX alcuna forma di ritenuta alla fonte. In altre parole, agendo in triangolazione, la Gruppo Mondadori non aveva operato alcuna ritenuta alla fonte sugli interessi corrisposti alla lussemburghese, mentre la controllata granducale non aveva operato alcuna trattenuta nel trasferire quelle somme agli investitori americani, in ragione del regime pattizio internazionale. Per contro, in assenza di questa triangolazione, il pagamento diretto degli interessi agli investitori statunitensi avrebbe portato ad una ritenuta del 12,5%.
Della sentenza che ha visto soccombente la teoria “dell’interposizione” è di notevole interesse la perimetrazione del concetto di beneficiario effettivo anche e soprattutto attraverso l’utilizzo delle famose #sentenzedanesi della Corte di giustizia dell’Unione europea. Particolare enfasi ci pare sia stata posta nella limitazione dei confini all’interno dei quali sia possibile individuare una società cd. conduit alle ipotesi di effettiva costruzione artificiosa, ovvero alle ipotesi laddove il soggetto interposto non abbia la minima disponibilità del reddito ed ancor più precisamente a tutte quelle ipotesi in cui l’unica attività del veicolo sia costituita dal percepimento degli interessi e dal loro successivo trasferimento al beneficiario effettivo (tra gli 8 parametri utilizzati per negare la presenza di una costruzione artificiosa è stato infatti precisato che “vi è (una) effettiva disponibilità delle somme, in assenza di obblighi contrattualmente fissati di diretto (ri) trasferimento”).

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